Il momento giusto è ora (ciao 2016)

 

Il mio bilancio di fine anno

Ho rimandato questo momento per anni, per la precisione dal 2010.
Volevo trovare il momento perfetto, la giusta ispirazione, volevo avere tempo per pianificare e scrivere “come dico io”.

E invece eccomi qui, la mattina del 31 dicembre, mentre tutti gli altri stanno facendo la spesa per il cenone di stasera o stanno acquistando l’abito e la lingerie da indossare per la festa di Capodanno, con una tazza di tè fumante accanto, a scrivere quel post che nella mia mente gira già da un po’.
E non voglio aspettare il primo gennaio, il prossimo lunedì, o il primo del mese per lanciarlo. No, il momento giusto è ora.

Il mio 2016 è stato ricco, molto più di quello che mi ero immaginata e di quello che avevo pianificato. E lo voglio celebrare così, con l’inaugurazione del blog.

Quest’anno:

– sono finalmente uscita dalla mia comfort zone e sono andata ad un evento. La prima occasione si è presentata con il Il Kit del Traduttore a Verona, dove ho finalmente conosciuto di persona alcune colleghe con le quali prima avevo scambiato solo qualche battuta online. La cosa bella è che queste colleghe sono diventate amiche, ci sentiamo con frequenza e stiamo lavorando insieme a nuovi progetti… Ah, il potere della rete!

– ho lanciato il mio bambino, il FreelanceLab. Ho fatto un test con le “caviette” in primavera, è andato alla grande e a novembre ho lanciato il sito. Inizieremo ufficialmente l’8 gennaio, ma ecco, vedere che la mia idea è piaciuta ed è supportata anche da molte colleghe è la soddisfazione più grande.

– ho lavorato come una pazza, anche 14 ore al giorno perché sapevo che ottobre sarebbe stato un mese “buco”. E mi sono ammalata. Tanto. Un’influenza dietro a un raffreddore, dietro a un’altra influenza. E ho capito che il mio corpo mi stava urlando di smetterla di strapazzarmi, di dargli un attimo di tregua, di rallentare i ritmi, che non ha più 20 e inizia ad accusare l’età che avanza (sì, la differenza tra i 29 e i 30 è stata impressionante, e più andiamo avanti più sembra peggiorare!).

– ho accettato molti incarichi di cui mi sono amaramente pentita, vedi la docenza in un liceo della provincia di Modena. Mi è servito però a capire cosa voglio fare *davvero*, su quale ramo del mio lavoro puntare e su cosa migliorarmi, ma soprattutto quando dire di no. E che sollievo rifiutare qualcosa che non mi va!

– ho instaurato nuove collaborazioni che hanno spiccato il volo, in modo del tutto inaspettato, e ne sono fiera, orgogliosa, grata.

– è stato il primo vero anno da freelance e come tale, il primo con il pagamento delle tasse a pieno regime. Un vero salasso, ma soprattutto una vera frustrazione di vedermi sottrarre quei soldi per i quali ho sudato, non ho dormito e ho sacrificato la mia vita privata. E per cosa poi? Per versarli a un istituto di previdenza sociale che per me, donna lavoratrice libera professionista, non prevede alcuna tutela in caso di malattia, gravidanza, pensione. Che strano posto che è l’Italia.

– mi sono concessa due spese pazze: dopo tanto lavoro a denti stretti una qualche soddisfazione bisogne pure togliersela, no?! Ho già pronto il mio business plan per il 2017 (dove per “business plan” intendo un elenco di cose -borse, scarpe, vestiti, oggetti hi-tech- che vorrei riuscire ad acquistare, magari non tutti, o almeno non tutti insieme!).

– ho partecipato a un altro evento, il Freelance Camp, completamente al di fuori dal mio settore – e infatti più e più volte mi sono chiesta se avessi fatto la scelta giusta e che cosa ci stessi facendo, io, in mezzo a socialmediacosi, copywriter, esperti di comunicazione. Un salto nel buio che mi ha fatto venire l’ansia, un sacco di ansia, e il batticuore. Ma che si è rivelata una delle esperienze migliori che abbia mai fatto. Ho imparato tanto, ho conosciuto tanti miei miti e guru che seguo tipo stalker da dietro lo schermo del mio computer da tempo immemore. E ho perfino parlato davanti a questi socialmediacosi, copywriter, esperti di comunicazioni e miei guru. Davvero, per me è stata una sorta di violenza, paura mista a vergogna, ma alla fine è andata e direi anche molto bene: mi sono divertita, mi è piaciuto un sacco – tanto che sto già progettando la prossima edizione! Ho conosciuto ragazze in gamba con le quali spero di poter mettere su qualcosa di bello e alcune delle mie guru mi hanno perfino fatto i complimenti! #chiedimisesonofelice

– ho detto “sì”, e di questo lo so, non ve ne frega nulla. Ma l’aver organizzato un matrimonio, seppur semplice, mi ha costretto a pianificare nel dettaglio i mesi precedenti e successivi in modo da permettermi di concentrare il lavoro proprio in quei periodi. Sapendo in anticipo che avrei staccato per tutto il mese di ottobre, le giornate lavorative di 14 sono state quasi un’esigenza, ma poi ben ricompensata. Essere stata in viaggio per tre settimane, aver staccato la spina con il lavoro e i social (a parte il #diariodiviaggio su Instagram, l’unica eccezione!), mi ha permesso di riposarmi e soprattutto di capire che ne avevo davvero bisogno. Ho capito che il mio corpo deve dormire, e non poco, e se non riesco a riposare per almeno 8 ore -lo so, sono tantissime!- vado in affanno. Ho capito che ogni tanto bisogna fermarsi ad ammirare il paesaggio, apprezzare gli animali e la natura che ci circondano. Ho capito quanto è bello viaggiare e quanto sono fortunata a poterlo fare, a quanto importante sia per me, che lavoro con lingue e culture diverse, visitare e conoscere nuovi luoghi, nuovi sapori, nuovi odori, nuovi modi di pensare. Ho capito quanto possiamo essere diversi e lontani geograficamente, ma quanto siamo in fondo uguali. Ho capito a cosa e con chi voglio lavorare, e cosa e chi è venuto il momento di lasciare andare. Da rifare (non il matrimonio, lo stop!).

– ho scoperto e riscoperto il supporto di persone a me lontane fisicamente, ma che sono riuscite a farmi sentire il calore di un abbraccio al telefono, per messaggio, con i fiori.

– ho scoperto donne e colleghe, ora *amiche*, meravigliose, con le quali mi confronto, sulle quali posso contare e, soprattutto, grazie alle quali rido un sacco. Grazie, infinitamente grazie.

– ho frequentato corsi per migliorarmi e perché non mi stanco mai di imparare qualcosa di nuovo. Qualcuno wow, qualcuno meh, qualcuno super wow. Tutti mi sono serviti per capire qualcosa di me e del mio lavoro, anche se magari non tutti sono stati all’altezza delle aspettative.

– ho viaggiato tanto, vicino e lontano: Roma, Bologna, Verona, Marrakech, Santorini, Folegandros, Auckland, Kaikoura, Papeete, Bora Bora, Tikehau, Dubai… #voglioviverecosì

– ho mantenuto fede a quel buono proposito che continuo a rimandare e che è quello di scrivere sul blog (per un soffio).

Non c’è stato un attimo migliore di un altro, è stato tutto un turbinio di emozioni ed esperienze meravigliose che mi scaldano il cuore e mi rinfrescano la mente. Il mio “best nine” non era altro che una selezione delle foto del viaggio di nozze, ma il mio anno è stato molto di più:

Buoni propositi per il 2017 ne abbiamo? Sì, qualcuno:

– continuare a fare cose belle e stimolanti e non concedermi alla noia e alla routine (giammai!)

– prendermi più cura di me e non strapazzarmi con orari indegni e tirate notturne (che poi mi ci vogliono tre giorni per riprendermi)

– tenere fede alle cose che voglio fare e non cadere nella tentazione di accettare incarichi che non mi piacciono/non voglio fare/sono mal pagati/non vanno nella direzione che ho scelto per me

coltivare le conoscenze e le amicizie che ho costruito quest’anno

– partecipare ad eventi, non solo del mio settore

parlare ad eventi, mi piace, mi diverto e mi dà la scarica di adrenalina che non provavo dai tempi degli esami all’università

– cercare di centrare gli obiettivi mancati nel 2016

– continuare a viaggiare, scoprire il mondo, apprezzare le piccole cose

– continuare a scrivere sul blog!

Un anno pieno di emozioni forti e intense, dall’inizio alla fine che vorrei non terminasse a mezzanotte.

Quindi grazie mille 2016, sei stato il migliore degli ultimi anni, e avanti tutta 2017: sono pronta!

auguri

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6 commenti su “Il momento giusto è ora (ciao 2016)

  1. Come faccio a dire che questo post mi piace un sacco?
    Ah, ecco: questo post mi piace un sacco!
    Augurissimi per un 2017 strepitoso!
    Un abbraccio forte,

    M.

    1. Grazie Martina, mi fa piacere che a una blogger affermata come te sia piaciuto questo lancio!
      Ti abbraccio <3
      F.

    1. Grazie Tatiana,
      anche se non lo sai, è anche un po’ merito tuo se sono arrivata qui.
      Ti stringo forte forte. <3
      F.

  2. Ciao Francesca, ti ho scoperto dal link delle ragazze di Doppioverso, mi piace molto come scrivi e come hai tirato le somme del tuo anno. La tua idea del FreelanceLab mi piace tantissimo, purtroppo io ancora non ho il coraggio di fare un passo come quello che hai fatto tu, anche se mi piacerebbe molto. Spero continuerai a scrivere, ti leggerò, chissà che non tragga un po’ di ispirazione! Buon anno!

    1. Ciao Giulia, che piacere sapere che apprezzi quello che faccio. Farò del mio meglio per mantenere fede all’impegno del blog.
      Per trovare il coraggio di fare qualcosa alla quale teniamo l’unico trucco è… farla! Il FreelanceLab è in promozione fino a domani sera (6 gennaio) e ci sono gli ultimissimi posti: facci un pensierino!
      Grazie del commento e a presto,
      F.

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