Interprete per un matrimonio

A gennaio sono stata contattata da un’agenzia che organizza eventi per una richiesta del tutto inaspettata, insolita e alla quale mai avevo pensato: fare da interprete a un matrimonio. Stupita, inizio a chiedere qualche dettaglio: dove si svolge, la nazionalità delle persone, quando è prevista la cerimonia, ma soprattutto cosa devo fare. Sapevo di interpreti che intervengono nella celebrazione di matrimoni misti, ma non mi era mai stato richiesto un servizio simile e ne ignoravo completamente i meccanismi. Soprattutto mai avrei pensato di potervi prendere parte.

L’interprete e la cerimoniera

Gli organizzatori mi hanno spiegato che questa coppia tedesca aveva trascorso un breve periodo di vacanza in un agriturismo sulle colline modenesi e gli era piaciuto talmente tanto che avevano deciso di celebrare proprio lì la loro unione. Si trattava di due famiglie miste: lui metà asiatico e metà tedesco, lei metà bosniaca e metà svedese trapiantata a Berlino. Per questo avevano scelto l’inglese come lingua franca del loro matrimonio. Il mio compito sarebbe stato quello di aiutare gli organizzatori il giorno dell’evento a gestire gli invitati, gli sposi e la celebrazione. E di indossare le vesti della cerimoniera.

Sabato 9 settembre tutti i pensieri e le preoccupazioni dei mesi precedenti hanno preso forma. Dopo essermi assicurata di non infrangere nessun dress code stabilito dagli sposi, ho indossato un abito lungo verde petrolio scollato sulla schiena, stretto in vita da una nastro color cipria e sono partita. Avevo paura di commettere qualche strafalcione nel recitare le formule concordate, ma più di tutto temevo che l’emozione prendesse il sopravvento e che mi facesse scoppiare in lacrime.

L’emozione era tanta, si respirava proprio come il profumo delle rose bianche che addobbavano tutto l’agriturismo: entrava nelle narici e poi scendeva dritta al cuore. Lo sposo era nervoso ma al tempo stesso pieno di entusiasmo e sdrammatizzava scattandosi selfie con i parenti. La musica suonava in sottofondo, gli invitati hanno iniziato a prendere posto e così anch’io, dietro al banco allestito con vasi di fiori freschi. Poi lei è arrivata e tutto ha avuto inizio.

Cosa fa un’interprete a un matrimonio

Non so se ci sia una prassi consolidata per questo genere di incarichi, ma ho stilato questa lista di cose che secondo me sono da fare quando si partecipa come interprete a un matrimonio.

  • Studiare i testi – se ci sono. Qualche settimana prima dell’evento mi sono fatta mandare il libretto con il testo della cerimonia che avrei dovuto recitare per studiarlo, controllare le pronunce e cercare di memorizzarlo quanto più possibile. Questo per me è stato un elemento fondamentale per farmi un’idea di come si sarebbe svolta la cerimonia.
  • Informarsi sulle esigenze particolari. Ho chiesto se gli sposi avessero delle specifiche richieste per quanto riguardava il dress code, se avessero intenzione di fare qualche sorpresa agli invitati o al futuro coniuge: in questo modo abbiamo potuto coordinarci e far filare tutto liscio.
  • Arrivare in anticipo. La cerimonia era fissata alle 17.30, ma io sono arrivata alla location mezz’ora prima. L’agriturismo si trovava sulle colline modenesi, zone che non conosco bene: volevo scongiurare un ritardo dovuto al traffico o a deviazioni impreviste. In più volevo prendere confidenza con il luogo e le persone presenti, per conoscere lo sposo e i testimoni prima della cerimonia, per parlare e confrontarmi con la wedding planner.
  • Parlare con lo sposo e i testimoni. Avere un confronto diretto con i protagonisti della cerimonia è fondamentale per evitare iniziative last minute che possono creare qualche difficoltà. Quando mi è stato presentato lo sposo mi ha indicato la testimone custode degli anelli e gli altri invitati che avrebbero voluto leggere una poesia al termine della cerimonia. Per me è stato importante vedere e poter riconoscere queste persone per farle intervenire al momento giusto.
  • Essere agile agli spostamenti per facilitare il lavoro dei fotografi. Questo matrimonio mi ha fatto fare più movimento che il mio istruttore di pilates! Ho dovuto zampettare a destra e a sinistra per far spazio ai tre fotografi presenti: in effetti il mio era il punto più favorevole alla visuale di insieme – di fronte agli sposi e agli invitati – e il più ambito dai professionisti incaricati di immortalare ogni sguardo, ogni movimento, ogni respiro.

Gimme, gimme more!

Magari sono stata fortunata a trovare organizzatori dell’evento molto premurosi e disponibili. Sarà stata una coincidenza che sposi e ospiti fossero davvero deliziosi e che mi abbiano accolto con tutto il calore possibile. Però questo è stato un evento che seppur inaspettato e nuovo mi piaciuto tantissimo e proprio questo effetto sorpresa mi ha fatto capire che a volte non dobbiamo limitarci a fare quello che abbiamo sempre fatto per pura inerzia, ma dobbiamo pensare fuori dagli schemi perché c’è sempre margine per proporre  qualcosa di nuovo. E magari – magari – inizierò io stessa a propormi come interprete per matrimoni.

8 commenti su “Interprete per un matrimonio

  1. Grazie per la condivisione di questa tua nuova esperienza, di come tu sia uscita dalla comfort zone e di come, alla fine, ne valga sempre la pena. Da cosa nascerà davvero cosa!

  2. Salve, è possibile inviare una candidatura spontanea come interprete o traduttrice negli eventi o matrimoni?Cordiali saluti.

    1. Ciao Anna, non sono un’agenzia che mette in contatto interpreti e clienti, ma se hai una combinazione linguistica particolare puoi mandarmi un’email a info@punto-f.com: non si sa mai, potrebbe capitare che mi chiedano qualcosa che io non posso gestire e in quel caso fa sempre comodo avere un’alternativa pronta! 🙂

    1. Ciao Margherita,
      mandami un’email a info @ punto-f.com con i dettagli del matrimonio:
      – data e ora
      – testi previsti per la lettura
      – dove si terrà il matrimonio
      – stima di quanto durerà.
      In questo modo potrò prepararti un preventivo preciso.

      Grazie mille e buona giornata,
      F.

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