Settembre è il nuovo gennaio

Nuovo sito, nuova vita

Cronache di un’estate a rincorrere i sogni

Oggi, primo lunedì di settembre, a casa F è un giorno di festa perché torna finalmente online il sito. Ha una veste del tutto nuova, alla quale sto lavorando da maggio 2016, ed è più corposo e dettagliato rispetto alla prima versione. La colpa – o meglio, il merito – sta tutto nel lavoro sulla SEO al quale ho sottoposto il sito, e anche un po’ me stessa.

Dietro le quinte dell’estate imperfetta

Tornata dalle ferie di giugno, luglio mi ha vista stanchissima, senza energia e senza entusiasmo. Nonostante fossi appena tornata da sole e mare, mi sentivo spossata e vedevo i giorni passarmi davanti senza che fossi riuscita a concludere qualcosa. In quel periodo ho deciso di assecondare il mio corpo: se ero sempre così stanca, evidentemente avevo bisogno di riposo. E a pensarci bene, in inverno e primavera mi sono strapazzata lavorando davvero tanto, e quello doveva essere uno strascico di stanchezza.

Agosto invece è stato un mese in cui pian piano ho ripreso le forze, mi è tornata la creatività e la voglia di mettermi sui miei progetti in stand by – il blog di Punto F, il Freelance Lab, F for Travel. Anche se ho avuto mille e uno acciacchi e ho dovuto prendere quantità industriali di medicine, sono riuscita ad essere produttiva e organizzare i prossimi mesi.

Say no

In questi ultimi mesi mi sono lamentata di avere avuto un calo di lavoro, ma in realtà a guardare bene, non sono state le opportunità a mancare, sono stata io, spesso, a rifiutarle. Ho sempre sostenuto che la parte più bella dell’essere freelance è che ci si può permettere di decidere su quali progetti e con quali clienti lavorare e a quali invece dire di no.  Nell’ultimo periodo ho praticato a livello estremo lo sport di pronunciare la parolina magica: no. Ho detto no a quel progetto con quella tempistica così stretta, o a quel cliente che mi chiedeva aiuto in un settore che non era di mia competenza. E in parte era vero, eh, ma sotto a queste scuse parziali si nascondeva una grandissima verità, che solo oggi riesco a capire: non mi andava più di fare quei lavori.

Abbasso la routine

Sono un’anima inquieta per natura, mi stanco e mi annoio con grande facilità, e proprio per questo ho bisogno di stimoli e progetti sempre nuovi per riuscire a lavorare – e sentirmi – bene. Non a caso la mia attività non è una sola, ma si declina in tante diverse sfumature e sfaccettature, con al centro sempre le parole e le lingue. Non sono fatta per stare dietro a una scrivania a svolgere sempre le stesse mansioni, e l’ho capito nelle mie esperienze da dipendente. Quando ho iniziato a lavorare da freelance la gioia più grande è stata proprio crearmi una serie di attività differenti tra loro, ma al tempo stesso collegate da un filo comune. La cosa più bella è sapere che nessuna delle mie giornate lavorative sarà mai uguale a un’altra, che magari inizio con un interpretariato in azienda, poi passo a casa a lavorare in solitaria al pc a una traduzione e magari concludo con un corso serale. Oppure inizio con lezioni di inglese ai bambini della scuola materna e poi scrivo i testi per un sito e verso sera mi siedo sul divano con il pc in grembo a fare qualche Skype call con le caviette del Freelance Lab. Questo è il lavoro che mi piace fare, questo è il lavoro che voglio fare.

Una, cento, mille nuove strade

Quindi con l’inaugurazione del sito nuovo – che per altro è online dal 1° di settembre, ma volevo che nessuno, proprio nessuno si perdesse il lancio – voglio aprire e aprirmi una, cento, mille nuove strade.

Voglio osare e iniziare a lavorare in settori nuovi, che mi sono sempre piaciuti ma dentro i quali, per paura, non ho mai avuto il coraggio di buttarmi.

Voglio rivedere e ripensare il mio lavoro: non so se avrò ancora voglia di restare impegnata fino a oltre le 22 ogni sera. O forse sì.

Voglio concedermi il tempo del riposo, perché senza sono una brutta persona e rendo il 10% di quello che potrei – lo so è una banalità, ma io ci arrivo adesso!

Voglio mantenere la gioia e l’entusiasmo per quello che faccio, e se la perdo voglio riuscire a rendermene conto e correre ai ripari. Subito. Non dopo due anni e mezzo.

Voglio riuscire a gestire i rapporti con le persone che mi circondano con il giusto equilibrio di coinvolgimento e disinteresse, senza crearmi false aspettative e senza costruire castelli di sabbia. Senza idealizzare le persone, ma prendendole per quella che sono. E farmi accettare per quella che sono io.

Voglio continuare a credere nelle fatine e negli gnomi, nelle persone che si aiutano e si supportano senza chiedere niente in cambio, negli esseri umani che ammettono di essersi sbagliati, quando succede, e chiedono scusa, negli abbracci e nei messaggi sinceri, nel gioire delle gioie altrui e nel berci su, insieme, quando le cose non vanno come si era sperato. Perché se oggi tocca a me essere felice e consolare te, magari domani ci scambieremo i ruoli. E sarò io felice per te nonostante i miei problemi, e sarai tu a versarmi il prosecco e a sorbirti le mie lagne.

Voglio smetterla di essere schiava del fatturato e godermi ogni singolo incarico come un nuovo traguardo. Come il gelato dopo una giornata stancante, come un massaggio quando hai mal di schiena, come le vacanze quando ne senti il bisogno.

Voglio imparare a vedere più spesso il bello e il positivo delle cose, invece che il solito bicchiere mezzo vuoto. Che per Miss Tragedia Umana sembra impossibile. Però ci provo, giuro.

Voglio comunicare quello che faccio, qual è il mio lavoro, e urlarlo ai quattro venti, che mi sentano anche a Samoa.

Insomma, voglio fare un po’ meglio di quello che sono riuscita finora, passettino dopo passettino. Perché nessuno nasce imparato, nessuno ha una vita da Hollywood, nessuno è invincibile. Ma tutti ci meritiamo di trovare cosa ci rende felici. Andiamoci a prendere i nostri sogni.

2 commenti su “Settembre è il nuovo gennaio

  1. Cosa dire, parole sante…
    Con te abbiamo iniziato i primi passi verso il nostro nuovo percorso di vita, e per questo, ti ringraziamo.
    Rimani sempre quella che sei, una parte di te è rimasta nei nei nostri cuori perché sei, speciale.
    A volte ci inventiamo scuse per non fare progetti, o ci diciamo che non fanno per noi. Niente è per nessuno, tutto è possibile, basta ascoltare e avanzare, passo dopo passo…
    Ba

    1. Grazie Barbara, che belle parole che mi hai scritto!
      Anche voi siete sempre qui con me, e nonostante lontani vi penso sempre. Sono felice di avervi aiutato a coronare il vostro sogno e orgogliosa dei risultati che state avendo. Vi abbraccio forte <3

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